

Un mare di giada
“Un mare di giada”: al TeatroBasilica l’eterno conflitto tra arte e potere
Il palcoscenico del TeatroBasilica si prepara ad accogliere un’opera che esplora il profondo e scabroso conflitto tra l’arte e il potere.
Nelle serate del 10, 11 e 12 ottobre, andrà in scena “Un mare di giada”, uno spettacolo di Sista Bramini liberamente ispirato alla novella di Marguerite Yourcenar “Come Wang-Fo fu salvato”.
Il viaggio di un pittore e il suo inatteso destino
Sista Bramini, con la sua arte di narrare storie e paesaggi, ci trasporta in una Cina fiabesca dove il vecchio pittore Wang Fo e il suo discepolo Ling vagano per le strade, dando vita a visioni dipinte. Ma quando l’artista arriva nella città imperiale, viene condannato a morte. Il suo delitto? Aver dipinto paesaggi così perfetti da far odiare all’Imperatore la realtà. Lo spettacolo indaga l’incrocio tra la pittura sublime di Wang Fo e la spietatezza del potere, riflettendo sull’inscindibile rapporto, umano e creativo, tra il maestro e il suo discepolo.
L’incanto di parole e suoni orientali
A fondersi con la narrazione di Sista Bramini è la musica originale di Sara Galassini, che ha ideato una colonna sonora con sonorità orientali e fiabesche. La musica contribuisce a creare un’atmosfera emotiva e misteriosa, supportata da una molteplicità di strumenti che trasformano il palco in un paesaggio sonoro. Tra questi:
- diversi gong, campane tibetane e giapponesi
- piatti, diapason della Biosonic Enterprise, shruti box
- tamburi provenienti da varie culture: darbuka, tamburo a cornice, tamburo dell’oceano
- flauto Shakuhaci, Zitter, Koshi Chimes e Kalimba
Una performance unica, dove i paesaggi naturali evocati si fondono con quelli dipinti da Wang Fo, trasfigurati dalla poesia narrativa della Yourcenar e impreziositi dalle sonorità di Sara Galassini.
“Un mare di giada”: al TeatroBasilica l’eterno conflitto tra arte e potere
Il palcoscenico del TeatroBasilica si prepara ad accogliere un’opera che esplora il profondo e scabroso conflitto tra l’arte e il potere.
Nelle serate del 10, 11 e 12 ottobre, andrà in scena “Un mare di giada”, uno spettacolo di Sista Bramini liberamente ispirato alla novella di Marguerite Yourcenar “Come Wang-Fo fu salvato”.
Il viaggio di un pittore e il suo inatteso destino
Sista Bramini, con la sua arte di narrare storie e paesaggi, ci trasporta in una Cina fiabesca dove il vecchio pittore Wang Fo e il suo discepolo Ling vagano per le strade, dando vita a visioni dipinte. Ma quando l’artista arriva nella città imperiale, viene condannato a morte. Il suo delitto? Aver dipinto paesaggi così perfetti da far odiare all’Imperatore la realtà. Lo spettacolo indaga l’incrocio tra la pittura sublime di Wang Fo e la spietatezza del potere, riflettendo sull’inscindibile rapporto, umano e creativo, tra il maestro e il suo discepolo.
L’incanto di parole e suoni orientali
A fondersi con la narrazione di Sista Bramini è la musica originale di Sara Galassini, che ha ideato una colonna sonora con sonorità orientali e fiabesche. La musica contribuisce a creare un’atmosfera emotiva e misteriosa, supportata da una molteplicità di strumenti che trasformano il palco in un paesaggio sonoro. Tra questi:
- diversi gong, campane tibetane e giapponesi
- piatti, diapason della Biosonic Enterprise, shruti box
- tamburi provenienti da varie culture: darbuka, tamburo a cornice, tamburo dell’oceano
- flauto Shakuhaci, Zitter, Koshi Chimes e Kalimba
Una performance unica, dove i paesaggi naturali evocati si fondono con quelli dipinti da Wang Fo, trasfigurati dalla poesia narrativa della Yourcenar e impreziositi dalle sonorità di Sara Galassini.
“Un mare di giada”: al TeatroBasilica l’eterno conflitto tra arte e potere
Il palcoscenico del TeatroBasilica si prepara ad accogliere un’opera che esplora il profondo e scabroso conflitto tra l’arte e il potere.
Nelle serate del 10, 11 e 12 ottobre, andrà in scena “Un mare di giada”, uno spettacolo di Sista Bramini liberamente ispirato alla novella di Marguerite Yourcenar “Come Wang-Fo fu salvato”.
Il viaggio di un pittore e il suo inatteso destino
Sista Bramini, con la sua arte di narrare storie e paesaggi, ci trasporta in una Cina fiabesca dove il vecchio pittore Wang Fo e il suo discepolo Ling vagano per le strade, dando vita a visioni dipinte. Ma quando l’artista arriva nella città imperiale, viene condannato a morte. Il suo delitto? Aver dipinto paesaggi così perfetti da far odiare all’Imperatore la realtà. Lo spettacolo indaga l’incrocio tra la pittura sublime di Wang Fo e la spietatezza del potere, riflettendo sull’inscindibile rapporto, umano e creativo, tra il maestro e il suo discepolo.
L’incanto di parole e suoni orientali
A fondersi con la narrazione di Sista Bramini è la musica originale di Sara Galassini, che ha ideato una colonna sonora con sonorità orientali e fiabesche. La musica contribuisce a creare un’atmosfera emotiva e misteriosa, supportata da una molteplicità di strumenti che trasformano il palco in un paesaggio sonoro. Tra questi:
- diversi gong, campane tibetane e giapponesi
- piatti, diapason della Biosonic Enterprise, shruti box
- tamburi provenienti da varie culture: darbuka, tamburo a cornice, tamburo dell’oceano
- flauto Shakuhaci, Zitter, Koshi Chimes e Kalimba
Una performance unica, dove i paesaggi naturali evocati si fondono con quelli dipinti da Wang Fo, trasfigurati dalla poesia narrativa della Yourcenar e impreziositi dalle sonorità di Sara Galassini.



