“Toccando il Vuoto”: Lodo Guenzi e il Cast Esplorano Scelte Estreme al Teatro Sala Umberto
Il Teatro Sala Umberto ospita “Toccando il Vuoto”, una fantasia alpinistica basata sul celebre memoir di Joe Simpson, con un adattamento di David Greig e la regia di Silvio Peroni. Lo spettacolo vede protagonisti Lodo Guenzi, Eleonora Giovanardi, Giovanni Anzaldo e Matteo Gatta, portando per la prima volta in Italia questa pièce che indaga le scelte etiche e non, tra passione, sensi di colpa, amicizia e resilienza.
Tratto da una storia vera accaduta nel 1985, “Toccando il Vuoto” narra la drammatica vicenda degli alpinisti Joe Simpson (interpretato da Lodo Guenzi) e Simon Yates (Giovanni Anzaldo) durante una scalata nelle Ande Peruviane. Nella fase di discesa, un incidente provoca la caduta di Joe in un dirupo. Simon, per non rischiare di precipitare con il compagno, si trova costretto a prendere una decisione straziante: tagliare la corda.
La pièce si muove tra passato e presente, in un tempo e spazio che si fondono costantemente, ponendo al pubblico un interrogativo pressante: “cosa avremmo fatto al posto di Simon?” Il testo di David Greig, molto apprezzato dalla critica estera, pone al centro il tema delle scelte, etiche e non, che circondano eventi estremi.
Come sottolinea il personaggio di Joe nel testo: “Non è scalare che è strano – è la vita normale – vivere in cattività – fare un lavoro – stare a una scrivania – stravaccarsi su un divano con gli occhi vuoti a guardare la TV– è fare jogging – è il mutuo – camicie sintetiche e giacche lucide e leccare il culo a un ventenne – case e macchine – discorsi inutili e cazzate – è la civiltà – è questo che è da pazzi – è questo che è strano – non perché scali? ma perchè non scali?”.
Nelle sue note di regia, Silvio Peroni esplora i temi centrali del testo: le ossessioni di raggiungere vette sempre più alte, superare i limiti e confrontarsi con le proprie paure. Queste ossessioni possono portare a scelte rischiose e tragiche, come nella vicenda di Simon e Joe.
“Il testo vuole raccontare le emozioni e le relazioni umane in uno spazio ostile e isolato come quello della montagna,” spiega Peroni. “Nel corso della storia, emergeranno segreti e tensioni tra i personaggi, mentre l’ambiente impervio e separato dal resto del mondo li metterà a dura prova. Sacrificare la vita di un amico per salvare la propria è forse tra le scelte più dolorose che esistano, da cui può scaturire un senso di colpa eterno e duraturo.”
Peroni è affascinato dallo “sguardo intenso e commovente dell’autore, che in una continua e avvincente sovrapposizione tra i luoghi del racconto: da una parte il pub, con i suoi tavoli, sedie e bicchieri e dall’altra la montagna, con i suoi dirupi e ghiacciai. Si finisce per non capire più dove ci troviamo così come non si comprende più se Sarah sia davvero reale o se sia soltanto un’allucinazione, un fantasma creato da suo fratello Joe. Il tempo e lo spazio si fondono, il presente e la rievocazione del racconto diventano un tutt’uno. E in questo mondo tanto mentale quanto reale al lettore non resta che chiedersi: ‘cosa avrei fatto io al posto di Simon? Avrei tagliato la corda?’”.
L’adattamento è di David Greig, con traduzione di Monica Capuani. Il team creativo include:
“Toccando il Vuoto” è una produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Argot Produzioni e Accademia Perduta / Romagna Teatri Centro di Produzione Teatrale, in collaborazione con AMAT e con il contributo di Regione Toscana.
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